venerdì 27 dicembre 2013

La Magia del Natale

La magia del Natale è stare a casa a sorseggiare un buon calice di vino rosso in compagnia di persone stupende.

E’ gustare baccalà fritto alla vigilia, lasagna il 25 e minestra calda a Santo Stefano.

E’ scendere in strada e scambiarsi gli auguri con le amiche di sempre subito dopo la Mezzanotte.

E’ stare in famiglia, in amore, armonia e perdersi  nei ragionamenti davanti a noccioline e frutta secca.

E’ gustare un bel film al cinema, giocare a burraco tra fratelli, ascoltare i discorsi di nonni davanti a una bollente tazza di caffè.

E’ ricevere un bel libro, un ciondolo che ti ritrae interamente, una crema profumata e una candela natalizia.

E’ stare a letto fino a tardi, accoccolati e sentire l’amore provenire da dentro mentre gli canti canzoncine dolci davanti ad un abete decorato.

E’ una pallina di Natale che ricorda viaggi ed esperienze indimenticabili e pianificare nuove avventure per l’anno che sta per arrivare.



Buone Feste a Tutti.
Buona Fine.

Ma soprattutto… Buon Inizio.

giovedì 19 dicembre 2013

Il Natale di San Gregorio Armeno, Napoli

Il Natale di San Gregorio Armeno è un Natale diverso da tutti quelli che si vedono nei film o nei giornali di homeliving. E’ diverso dai bellissimi mercatini altoatesini e dalle bancarelle delle capitali europee.
Il Natale di San Gregorio Armeno è fatto di presepi bizzarri, di Madonne e San Giuseppe che lasciano spazio ai vari Belen e Stefano De Martino, a pastori che prendono le sembianze dei giocatori del Napoli e dei personaggi del popolare show televisivo “Made In Sud”.










Ma soprattutto è un Natale fatto di vicoli un po’ stretti e un po’ sporchi, di venditori che urlano al prezzo più basso come se stessero offrendo il miglior baccalà dell’anno e del profumo di taralli e sfogliatelle appena sfornate. Il classico folklore napoletano misto a tradizione e un pizzico di spensieratezza.






L’itinerario ideale è il seguente: si parte dalla famosa piazza “San Nicola Amore”, crocevia di Corso Umberto I meglio conosciuto come “I Quattro Palazzi”, si sale lungo Via Duomo e poi si svolta in Via San Biagio Dei Librai. In questo piccolo vicoletto, tra botteghe artigiane e bancarelle di ogni tipo, è impossibile non soffermarsi  sulle chiese e sui palazzi storici che fanno da cornice a questa strada famosa per l’arte dei maestri librai e per aver dato i natali al celebre filosofo Gian Battista Vico, figlio, appunto, di un libraio del quartiere. All’altezza di Palazzo Margliano San Biagio dei Librai incrocia San Gregorio Armeno, quindi per proseguire l’itinerario natalizio è opportuno svoltare a destra e salire lungo la strada dell’arte presepiale per eccellenza.

Se si ha la passione per il presepe, qui è possibile trovare tutto l’occorrente per riprodurne uno in casa propria: fogli di sughero, zollette di muschio, riproduzioni di botteghe, macellerie, pastori di ogni dimensione, animali, ortaggi, frutta e banchi di carne o pesce. Persino mulini che catturano acqua, ruscelli e laghetti dall’acqua limpida. I costi variano in base a tutti i tipi di tasche.




Ma la cosa che più attira l’attenzione di milioni di visitatori è la riproduzione di politici, di personaggi televisivi e cantanti di ogni genere, il tutto rigorosamente al passo coi tempi: a parte quelli citati più su, vi sono i vari Matteo Renzi, Papa Francesco e Rafa Benitez, per non parlare delle gigantografie, comprese di tatuaggi e creste gelatinate, dei vari Hamsik e Higuain.













Una volta arrivati nella Piazzetta, suggerisco di svoltare a sinistra e proseguire lungo Via Tribunali, passando per Napoli Sotterranea, la Chiesa si Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco – una chicca per chi è affascinato dal culto delle Anime del Purgatorio – e magari arrivare fino alla famosa pizzeria Sorbillo, staccare il numerino e soffermarsi a gustare una VERA pizza napoletana. A me piace proseguire poi per Porta Alba, Piazza Dante e quindi per le vie dello shopping più cool di Napoli: Via Roma, Via Chiaia e Piazza Dei Martiri.






Chi adora il Natale, come me, non può non passare di qui almeno una volta nella vita.


A presto!  

mercoledì 18 dicembre 2013

December: here I am.



Dicembre. Il mese che preferisco.

Il mese del bianco candido, del mio compleanno, dei dolci fatti in casa, del Natale in famiglia e delle feste con gli amici.

Molti di voi si saranno chiesti che fine ha fatto Little Luggage, visto che è un bel po’ che non è “on-line”.
No, non sto addobbando l’albero di Natale e ascoltando “Deck the Halls” da circa 3 mesi, tanto meno ho deciso di abbandonare il blog.

Sono sempre  qui, più frizzante ed energica che mai, ma con un bagaglio di novità in serbo per questo 2014.
Non sono solita parlare della mia vita privata, ad eccezione dei miei viaggi lavorativi, delle mie vacanze e di qualche aneddoto buffo sulla mia vita. Penso che chi mi conosce un pochino, lo ha capito…

Però ci tenevo a ringraziare tutti coloro che mi hanno seguito nonostante i pochi mesi di attività, perché grazie al blog ho intrapreso un viaggio che non mi sarei mai sognata di percorrere.  Allo stesso tempo, ci tenevo a scusarmi per l’assenza degli ultimi mesi…  Questo 2013 è stato un anno meraviglioso, come tutti gli altri, poiché solo il fatto di godere in piena salute di amore, famiglia, amici è di per sé un dono stupendo. Se poi a questo si unisce una bella dose di avventura tra viaggi e nuovi percorsi di vita, allora l’anno in questione è da annoverare tra gli i migliori, all’interno di una TOP TEN immaginaria. Se guardo a quella che ero un anno fa, non vedo una persona tanto diversa da quella di adesso:  i leggins e le camicie a scacchi, gli ugg e le comode felpe, la passione per i dolci alla cannella e la casa un po’ romantica e un po’ scandinava. Le amiche di sempre, lo stesso cuore innamorato della vita e del mio Cary, la passione per il fai-da-te, per le favole e la stessa visione disincantata del mondo. La stessa voglia di esplorare, conoscere, capire.
Ma c’è un ingrediente speciale che si è annunciato in punta di piedi e ha cominciato a tingere la mia vita di rosa; un piccolo batuffolo di cotone da coccolare e coltivare che arriverà tra qualche mese avvolto da fibre di ciniglia e profumo di latte e miele.

Ecco il perché della mia assenza. Ecco il motivo per il quale ho voluto intraprendere questo viaggio in maniera introspettiva, lasciando da parte posti soleggiati e grandi capitali e facendo spazio alla comodità della mia casa e della mia tranquilla cittadina.

Ma tornerò presto con altri emozionanti posti da raccontare.

Per ora vi auguro un felicissimo giorno di Dicembre.

giovedì 3 ottobre 2013

Oh, the places you'll go



Spesso mi è capitato di ascoltare parole o discorsi illuminanti provenienti da grandi persone:

Martin Luther King e il suo “I have a dream”
Charlie Chaplin e il “Discorso all’umanità ” nel film “Il Grande Dittatore”
Al Pacino negli spogliatoi di “Ogni Maledetta Domenica”
Steve Jobs e il suo “Stay Hungry, Stay Foolish”

Questi sono solo i primi che mi sovvengono, ma potrei stare qui a citarne altri per un bel pò.

Oggi mi sono imbattuta nelle bellissime parole provenienti dal libro/poesia “Oh, the places you’ll go” del Dr.Seuss, uno scrittore, fumettista statunitense dotato di fervida fantasia e forte capacità descrittiva, che ha pubblicato oltre 60 libri per bambini.




Se fossi una madre, questo sarebbe il primo libro che leggerei a mio figlio. Capirete il perché guardando questo video e queste immagini.










P.S. se vi va di acquistare il libro (disponibile solo in inglese) potete farlo qui.

P.S.S. Eh sì, sono tornata, con la stessa voglia di viaggiare di sempre.


A Presto!

lunedì 22 luglio 2013

Maldive - Lost in Paradise part 2

Questa è sicuramente una delle estati più belle della mia vita.
Il suo arrivo non è stato impetuoso ed afoso, bensì lento, in punta di piedi, talvolta preceduto da piogge, nuvole e frescura.
I week end trascorsi nel Cilento - di cui potete leggere qui, qui e qui - sono stati bellissimi, la vacanza alle Maldive è stata una sorpresa unica e questo week end a Capri è stato altrettanto speciale(ma vi svelerò altro a breve).
           
Tra una pausa e l’altra devo concentrarmi molto sul lavoro, che si intensifica parecchio in questo momento dell’anno, per questo non ho molto tempo da dedicare al blog (so sad!). Ma come promesso, in questo post parlerò del seguito della mia vacanza alle Maldive ed in particolare delle escursioni di snorkeling effettuate lungo il reef dell’isola dove alloggiavamo e lungo quello di altre isole.






mercoledì 17 luglio 2013

The Best Guest: Barcellona tra arte, storia e cultura

Come promesso ecco il primo appuntamento di The Best Guest, la rubrica che sarà scritta e gestita da voi lettori e amici di The Little Luggage.
Il primo articolo riguarda una città che amo particolarmente e che visiterò a breve, Barcellona, e porta la firma di da Erica Mancini!
Ringrazio Erica per questa bella dose di storia e per aver apprezzato così tanto il blog…
Si dia inizio alle danze!

Barcellona tra arte, storia e cultura

Ciao a tutti. Ho deciso di pubblicare un mio post su The Little Luggage, perchè credo rientri fra i migliori blog di viaggi presenti sulla rete e i racconti sono descritti in modo molto spiritoso dalla editrice che colgo l'occasione di ringraziare, anche per le belle letture che ci regala.
Rischiando di cadere nel classico delle vacanze estive per famiglie e ragazzi, voglio comunque raccontare e consigliare una delle città più belle, perlomeno d'Europa, Barcellona.

E' la seconda città più grande della Spagna ed è stata abitata da Romani, Visigoti, Mori e Franchi, che hanno lasciato alla città una storia millenaria. Dei Romani, ad esempio, resta ancora l'organizzazione delle strade visibile nelle cartine del centro storico e dalle poche mura romane rimaste in piedi. Nel XIII sec. a.c., con la prima epoca del commercio internazionale nel Mediterraneo e con la creazione dei consolati del mare, vennero costruite le nuova mura proprio là dove oggi sono le famose Ramblas. All'interno di questa nuova cinta muraria avrà impulso la città gotica con la costruzione della cattedrale nel 1296, la Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia.



Il centro storico, quindi raffigurato nella figura, è il Barri Gòtic, una volta cuore delle attività politiche e religiose, oggi meta turistica di milioni di visitatori l'anno. Oltre alla Cattedrale, le attrazioni che si trovano sono il Palacio del Obispo (Palazzo del Vescovo), la Basilica di Santa Maria del Mar, il Museo di Picasso, la Placa Reial, la Placa de Sant Jaume, la Casa de la Ciutat e tante altre.
Parlando di edifici sorge parlare dell'architetto Antonio Gaudì che, grazie alle sue opere risalenti alla fine del XIX sec., attira da solo la maggior parte dei turisti nella città: Parc Guell, Palazzo Guell, Sagrada Familia, Casa Batliò, Casa Milà, sono tutte opere patrimonio dell'UNESCO.

     Ma l'edificio per me più suggestivo, è il Palau de la Musica Catalana di cui vi presento un'immagine:




E' la sede dell'Orfeò Català, società corale della Catalogna. E' un importante esempio del modernismo catalano. I lavori iniziarono nel 1905 e terminarono in tre anni. Sono rimasta di stucco quando ho visto il lucernario a goccia, unico nel suo genere, cadere giù lentamente, quasi per davvero. Rappresenterebbe il sole nella sala che è stata concepita come “giardino della musica”, perché è adornata, nelle vetrate e nei mosaici sulle colonne e sulle pareti, e nei decori in ceramica sul soffitto, di piante e fiori catalani.

Due gruppi scultorei adornano gli interni della sala, uno raffigurante un gruppo di fanciulle dedite a cantare una ballata catalana, l'altro raffigurante la cavalcata delle Valchirie (di Richard Wagner), il quale, in maniera incredibilmente reale, spunta dall'alto e sembra atterrare in scena.
...Sperando di lasciarvi con un pizzico di curiosità e la voglia di andare a visitare Barcellona, vi consiglio questo albergo che si trova  nel pieno centro turistico della città.

Buon Viaggio!

lunedì 15 luglio 2013

News: The Best Guest

L’estate porta grandi novità su The Little Luggage!




Sono felice di annunciare l’apertura di una nuova rubrica che si intitolerà “The Best Guest” e avrà come protagonisti voi lettori e gli amici blogger che desiderano lasciare un loro contributo, una loro testimonianza di viaggio, su questo blog che sta crescendo e sta ampliando sempre più i suoi orizzonti.

A tal proposito desidero ringraziare voi lettori, amici, parenti, blogger, viaggiatori per l’affetto e per il seguito che non avrei mai immaginato di avere: le visualizzazioni aumentano giorno per giorno e anche le richieste di collaborazione. Questo mi inorgoglisce e mi sprona a fare sempre meglio nell’universo variegato dei viaggiatori .

Come sapete The Little Luggage è nato dalla mia passione per viaggiare, conoscere e scrivere, come una piccola sfida personale, ma senza grandi pretese, e dal desiderio di imparare e confrontarmi con viaggiatori di professione. Purtroppo viaggiare non è la mia attività principale (si deve pur lavorare per poter viaggiare, giusto?) quindi la quantità di tempo che dedico al blog non è quella che vorrei… Ma spero che la qualità degli articoli, delle fotografie e dei consigli possa ricompensare la poca quantità.

Adesso non voglio annoiarvi più con questi ringraziamenti stile notte degli oscar, pertanto vi do appuntamento con “The Best Guest” questo mercoledì.

Nel frattempo uscirà il seguito del mio racconto di viaggio sulle Maldive… Stay tuned!!


giovedì 11 luglio 2013

Maldive - Lost in paradise part 1

Non so cosa significhi per voi scegliere la meta delle vostre vacanze.
Per alcuni è un fortuito last minute, per altri un posto vicino, per altri ancora il luogo dove incontrare gli amici di sempre.
Per me è una combinazione di elementi.
E’ relax, divertimento, mare, cultura e spensieratezza.
Quest’anno ero combattuta su più fronti e ho lasciato l’ultima parola a Cary Grant che mi ha fatto un nome: Maldive.
Maldive.
Ecco, appena mi è stato presentato questo pacchetto bello e fatto compreso di volo, sistemazione in resort italiano (ditemi che non è vero), palme e noci di cocco, ho storto un po’ il naso (per quanto un naso possa storcersi di fronte ad un’offerta simile), perché il mio brainstorming sulle Maldive comprendeva i seguenti stereotipi: riposo, sole, cibo, spiaggia e animatori (ingombranti). Non c’era traccia di musei, templi, moschee e roba simile, quindi il mio naso continuava a storcersi. Chiamatemi pazza, ma per me è così - forse quando avrò 60 anni e vorrò bruciarmi la pensione in capo al mondo ci ripenserò, ma adesso ho necessità di altro.
Poi c’è stato mio marito che mi ha convinta a fare una vacanza diversa dal nostro solito, di riposarci, stare al sole e mi ha palesato la possibilità di fare snorkeling, esplorare la barriera corallina, vedere delfini, tartarughe marine, stelle marine… “Poi, mi diceva, vuoi mettere? Andiamo alle Maldive, mica a Ladispoli?”
Così mi sono lasciata ammaliare dalle sue parole e siamo partiti.




E mi sono ricreduta.

venerdì 28 giugno 2013

Roma: la grande bellezza.

Tra le varie avventure di questo periodo, mi è capitato di ritrovarmi a Roma per una manciata d’ore.
Ci mancavo da tempo immemore, nonostante una delle mie più care amiche (la mia Cucchiaino), la cugina di Cary Grant e altri amici carissimi vivano qui e ci abbiano invitati numerose volte.
Solo che non riusciamo mai ad organizzarci, forse perché riteniamo che Roma sia così vicina da poterci venire in qualsiasi momento e a qualsiasi età o perché Cary Grant ci ha vissuto un anno quindi la conosce bene e rimandiamo sempre.  Credo che la cosa che conosco meglio di Roma sia l’aeroporto di Fiumicino (che poi non è manco a Roma!) e la cosa che ho visto più recentemente sia stata L’Ippodromo delle Capannelle per il Roma Rock. Shame on me!
Poi mi ritrovo assieme alla mia famiglia in questa città splendida a capisco che non posso rimandare ulteriormente e che devo organizzare una visita a breve!


Colosseo

martedì 25 giugno 2013

Santa Maria di Castellabate con gli M&M's

Santa Maria di Castellabate è stata sempre più popolata di Castellabate grazie agli insediamenti provenienti dal mare. Molte di queste incursioni storiche hanno lasciato un patrimonio architettonico di grande rilievo, visibile attraverso un breve tour del paese. Questo fine settimana io e Cary Grant eravamo a Santa Maria, ospiti dei nostri cognatini, gli M&M’s e della loro famiglia che alloggia qui ogni anno a fine giugno. Grazie a loro abbiamo avuto la possibilità di visitare questo posto incantevole, ridere come matti e ricevere qualche nozione culturale, che non fa mai male.

Il rapporto tra Castellabate e la sua frazione Santa Maria, tra interno ed esterno costa, è antico e legato da storie e tradizioni profonde, una sorta di cordone ombelicale che si perpetua nel tempo. Dalla foto che segue, sembra quasi che Castellabate abbia l’atteggiamento di una madre premurosa che veglia dall’alto la creatura nata dalla sua cost(ol)a.




mercoledì 19 giugno 2013

Cilento mon amour!

E’ da un paio di settimane che non smetto di parlare del Cilento.
Se cliccate l’hashtag #cilento troverete un centinaio di tweet e foto di instagram partite dal mio cellulare.
L’altro giorno ho incontrato la mia amica D. e, dopo i saluti iniziali, abbiamo iniziato a parlare più o meno nella seguente maniera:
D.: “Allora che fai di bello questo week end?”
A.: “Ah sì, il Cilento è meraviglioso, ha dei paesaggi unici grazie alle montagne sempreverdi e le acq…”
D.: “Ehm, capisco vai nel Cilento questo week end e… Con chi vai?”
A.: “Dicevo che il Cilento ha una costa spettacolare, un profumo di ginestre misto a…”
D.:  -_-‘
A.: “… al profumo della brezza marina…”
D.: “Ma io ti avevo chiesto con chi…”
A.: “E si mangia benissimo! Ad Acciaroli ci sono dei localini per la sera…”
D.: “Ok. Mi ero dimenticata di un impegno. Devo andare. Ciao.”
A.: O_O “Ma ti stavo dicendo di San Mauro Cile…”
Dicevo mentre lei si dileguava tra i passanti indaffarati.
E ho pensato: “Ma, ma… Ma arripigliati!... St’antipatica…”
Dopo un po’ ho realizzato che quella che doveva arripigliarsi ero io, poiché stavo farneticando persa nel loop del #cilento.

No, non temete! Ho deciso di smetterla con questa tiritera una volta per tutte e di mettere nero su bianco (anzi bite su bite) i ricordi più belli di questa zona: il Monte Stella e i suoi dintorni, Castellabate e Perdifumo, San Mauro Cilento, Acciaroli, Palinuro, Agropoli… Così forse potrò sembrare di nuovo sana di mente.


sabato 15 giugno 2013

Una Grande Manhattan per un Grande Gatsby (su Non Solo Turisti)

Dopo aver visto appena 5 minuti del film Il Grande Gatsby, io e Cary Grant ci siamo guardati negli occhi – anzi, negli occhialini 3D – e in maniera sincronizzata abbiamo esclamato: “Un bell’articolo su Manhattan e Gatsby ci sta tutto!”  
E così è stato. 





Questo film mi ha davvero catturata, per gli effetti speciali, per la regia, per la scenografia, per la bravura degli attori (è veramente il caso di dire The Great Di Caprio), insomma per tutto, quindi dato che stavo pensando ad un nuovo articolo su Manhattan per il blog Non Solo Turisti, ho ritenuto ovvio parlare di divertimento alla Gatsby: un divertimento unico, pulito, raffinato e talvolta un po’ frivolo, d’altra parte siamo a New York e qui tutto è possibile.
Mi sarebbe piaciuto tantissimo vivere nell’epoca del Jazz, andare alle feste organizzate dal misterioso Sign. Gatsby e ballare al ritmo del jazz tutta in tiro per l’occasione… Un sogno! E immagino Cary Grant col suo smoking ballare il charleston a bordo piscina.





Ma il divertimento a Manhattan continua ancora oggi e ha mille sfaccettature.
Come dicevo di Londra in questo post, all’estero è molto frequente trovarsi con gli amici per un aperitivo dopo il lavoro, senza l’ansia di dover tornare a casa, bere un drink e rincasare definitivamente intorno alle 22:00. Complici di queste (buone) abitudini sono le distanze e il traffico: chi abita in un paese avrà il lavoro, la casa, la palestra, la salumeria ecc… a portata di mano, mentre chi abita in una grande metropoli non avrà la fortuna di avere tutto sotto il portone. Prendete uno che lavora a Downtown Manhattan e vive nel Queens, di certo non troverà comodo andare a lavoro, rientrare per cambiarsi e buttarsi di nuovo nel traffico per raggiungere il posto da aperitivo nel Greenwich Village…  Ora, non so se avete presente la cartina dello stato di NY, però non stiamo parlando di distanze allucinanti (tipo quelle di Los Angeles e dintorni) ma di traffico che metterebbe a dura prova persino la pazienza di Madre Teresa di Calcutta.
Oltre agli aperitivi, ai concerti, alle serate in discoteca, vi sono i vernissage, i cocktail party, le cene etniche… Se vi va, scoprite molto di più in questo post.

Nel frattempo vi auguro un bel week end di sole (viva!).

venerdì 14 giugno 2013

L'Italia, la Campania, il Cilento

A volte penso all’Italia come una chioccia che cova amorevolmente i suoi pulcini, le regioni, nella sua alcova, il Mar Mediterraneo. Questa madre protettiva fa ad ogni sua piccola creatura dei doni preziosi, i paesaggi, da custodire e valorizzare gelosamente nel tempo. 

La Campania è conosciuta come una delle creature più birichine di mamma Italia, per il suo animo solare e impetuoso, per la sua eccentricità, ironia, per le sue grida, i suoi strilli, le sue tante lacrime, ma anche per la capacità di cavarsela nelle situazioni più disparate, per il suo saper campare… La Campania è degna figlia di mamma Italia, poiché nel suo piccolo territorio racchiude tutte le bellezze possibili in natura: il mare con le sue molteplici colorazioni, la montagna per sciare d’inverno e correre nei prati d’estate, le rovine greche, romane e l’immenso patrimonio storico, il divertimento e il relax totale.

Oltre al suo meraviglioso capoluogo, Napoli, in questa regione vi sono altre province degne di nota: Caserta, Benevento, Avellino e Salerno. Ognuno di questi territori meriterebbe più un libro che ne elenchi le caratteristiche, i pregi e i difetti, più di un’enciclopedia… Però prima che qualcuno riesca a dedicare un’opera per ciascuno di questi favolosi luoghi, io cercherò di aprire uno scorcio nelle vostre menti su qualche paesaggio che mi è rimasto particolarmente nel cuore. Sicuramente Napoli ed Avellino hanno il primato nel mio cuore, per questioni di appartenenza, di affetti, di sintonia, ma c’è un posto al quale sono legata attraverso un sottile e silenzioso legame: il Cilento.

Non so cosa mi leghi a queste terre, ma forse qualcuna di queste immagini riesce ad essere più esaustiva di tante spiegazioni.



















martedì 4 giugno 2013

fi.NA.lly SUN.day

A Napoli quando esce il sole tutti si riversano in strada, affollano i vicoli, i ristoranti, le spiagge, i giardinetti. 
Le case cominciano a star strette e la pelle inizia a sentire il bisogno della brezza marina.


martedì 28 maggio 2013

Hola Mexico! (III parte)



No ragazzi non siete morti e state ammirando una cartolina dal paradiso, tantomeno state vedendo un fotomontaggio di Photoshop. Questa meraviglia è Tulum, un’importante complesso archeologico situato a picco su uno dei mari più belli e più colorati del golfo messicano. Prima di esser stata distrutta, era una delle più giovani città Maya e fungeva sia da guardia nei confronti di possibili attacchi marittimi che da porto commerciale.
In questa zona vi sono tantissimi cenotes, il più importante dei quali è il Cenotes de Dos Ojos, mentre più a sud delle rovine si trova il parco nazionale di Sian Ka’an, patrimonio dell’umanità UNESCO e luogo ricco di flora e fauna (in particolare uccelli e tartarughe) tropicale.
Tulum è un milk-shake di colori: ci sono il verde tipico delle foreste tropicali, l’azzurro e il turchese del mare caraibico e l’ocra delle rovine architettoniche Maya.  La città moderna, invece, è ricca di ristoranti, locali, hotel e negozietti tipici.
Purtroppo il poco tempo a disposizione non ci permise di visitare a fondo questo luogo incantevole, ma se un giorno dovessi ritornare in Yucatan, questo sarà il primo posto che visiterò a fondo - giurin giurello -
Archiviata la parentesi da stress culturale, per la gioia di Cary Grant, gli ultimi giorni del nostro soggiorno in Messico furono più rilassanti, poiché il caldo afoso di giugno associato alle lunghe gite non aiutava la mia pressione (che già di per sé fa brutti scherzi), quindi ne approfittammo per rilassarci in spiaggia, giocare a beach soccer (lui), a beach volley (sempre lui) e a fare wind-surf (sempre lui… Io prendevo il sole, stop!).




 Prima di chiudere (ahimè) la mia parentesi messicana, lascerei un po’ di consigli per chi avesse intenzione di visitare questo posto favoloso:
-      Cancún e Playa del Carmen sono delle ottime postazioni base per un viaggio in Yucatan, poiché offrono strutture ricreative eccellenti (e per tutte le tasche), mare favoloso e vita notturna ad alti livelli. Inoltre ci sono tante agenzie locali con le quali è possibile organizzare escursioni, visite guidate, fittare auto o moto, nel caso vi andasse di avventurarvi un pò.
-    Cancún è la Miami messicana, una città che pullula di turismo, mondanità e strutture moderne, mentre Playa è decisamente più piccola, meno caotica ma ugualmente ricca di turismo e vita, quindi it’s  up to you.
-          La moneta locale è il peso messicano il cui cambio è 1€ = 16,1537 Mex$; non vi consiglio di effettuare il cambio presso gli uffici dei villaggi o in aeroporto, perché è più sfavorevole, bensì vi consiglio di farlo presso gli uffici che si trovano per le strade di Playa e di Cancun.
-          L’aeroporto principale è quello di Cancún e i trasporti sono ben collegati sia con Playa che con tutte le altre località vicine. Io e Cary abbiamo volato con Air Europa, con scalo a Madrid sia all’andata che al ritorno, e ci siamo trovati molto bene. Se viaggiate con un tour operator è facile che questi vi faccia viaggiare su voli charter, con breve sosta magari a Santo Domingo o in qualche altra isola caraibica. Se fittate un’auto, rispettate i segnali e fermatevi ai posti di blocco… La police messicana è  molto pignola e spesso chiede mazzette per farvi proseguire il viaggio (paese che vai…).
-      Il clima è tropicale, per cui i periodi migliori per visitare questo posto sono l’inverno e la primavera, mentre d’estate l’aria è molto umida e le piogge più frequenti. Nel caso nostro, si trattava solo di acquazzoni tropicali che arrivavano improvvisamente e sparivano velocemente. Infatti non avevamo nemmeno il tempo di ripararci dalle scariche d’acqua che il cielo si apriva per far spazio ad un sole bollente. Ecco, queste sono le vere e proprie nuvolette di Fantozzi! Ad ogni modo riconosco che siamo stati fortunati perché le piogge possono durare giorni e giorni… D’altra parte, c’era l’influenza suina a fare da uccellaccio del malaugurio, quindi il clima pensò bene di essere clemente.






Scrivendo di piogge e acquazzoni, si è annuvolato il cielo! Porca miseria, ma che porto sfiga?!? Vabè tengo le dita incrociate per il week end… Dal Messico, anzi dallo Yucatan è tutto… 
¡Adiòs Amigos!

sabato 25 maggio 2013

Hola Mexico! (II parte)


Per tutto questo tempo ho pensato che Gigi D’Alessio scrivesse solo fandonie nei testi delle sue canzoni, invece devo riconoscere che ha ragione e che possiede ottime doti di chiaroveggenza: se andiamo di questo passo, le domeniche d’agosto saranno davvero piene di neve!
Ma dico, avete visto che tempaccio? Non mi mette per niente di buon umore, infatti ho twittato che la mia zingaraggine da meteoropatica è arrivata all'apice quando ieri mattina, aprendo la finestra e scrutando i nuvoloni, ho indossato tutti gli indumenti fluo che esistono nel mio armadio. Una primavera di Botticelli al neon, un’insalata di evidenziatori per dare un po’ di colore a questo grigiore.
Ma non voglio pensarci, no, no. Non voglio pensare che al matrimonio di oggi avrò delle scarpe (costosissime) aperte, un tubino che poco mi coprirà dalle intemperie e un potenziale raffreddore che mi metterà KO quando ormai sarà tornata l’estate e ci saranno 40 gradi. Non voglio pensarci. Pensiamo al Messico e alla seconda parte del mio viaggio (“Che è meglio!” Come direbbe Quattrocchi).

Cobà - gioco di palla

Cobà - piramide di Nohoch Mul (prima della scalata)

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