martedì 29 luglio 2014

Bali: tra surfisti e locali alla moda

Il tour dei templi si rivelò abbastanza stancante, Cary Grant mi rimproverava di non essere ancora stato su una barca, un gozzo, una zattera, insomma qualsiasi cosa che potesse galleggiare sul mare – eh sì, in un’altra vita deve essere stato un marinaio, poiché adora vivere il mare dal mare – così decidiamo di visitare Nusa Lembongan, un vero paradiso per surfisti. Questa piccola isola offre tutto quello che i visitatori di Bali sognano: chioschi semplici in spiaggia, birre a poco prezzo, possibilità di fare surf ininterrottamente e passeggiate al chiaro di luna.




La principale attività della popolazione di Nusa Lembongan è la coltivazione di alghe, difatti vi sono ampie zona in cui le alghe vengono distese ad asciugare al sole e tantissime donne chine nelle basse acque per raccoglierle. Le principali operaie in questo lavoro sono proprio le donne. La raccolta è finalizzata soprattutto all’alimentare: le alghe producono una sostanza, la carragenina, impiegata per la produzione di formaggi, gelati e prodotti dietetici. Non meno importante è l’utilizzo delle alghe nell’industria cosmetica.







L’ultima escursione fu il tempio di Ulu Watu, all’estremità meridionale della penisola Bukit. Questo tempio direzionale e marino sorge a picco sul mare, in posizione quasi precaria, ma non difficile da raggiungere. Il momento migliore per visitare questo tempio è il tramonto, poiché è possibile assistere anche ad uno spettacolo di danza kecak, ossia la narrazione delle gesta amorose del principe Rama per la principessa Sita. Per arrivare all’anfiteatro ed assistere allo spettacolo bisogna passare in mezzo a una piccola foresta popolata dai macachi grigi di cui parlavo nel post precedente, per cui anche in questo caso è consigliabile badare bene ai propri oggetti personali!










Trascorriamo le serate visitando i centri più cool dell’isola: Denpasar, Sanur, Seminyak, Kuta e non di rado ci capita di imbatterci in modelli e modelle famose. Kuta è il posto più frenetico, più rumoroso e commerciale, ricco di negozi e locali notturni. Decisamente il più trasformato dall’attività convulsa del turismo, quindi il meno spirituale di tutti i centri. Seminyak, invece, è il più elegante, appariscente e patinato dei centri: vi sono negozi biologici, di moda e arredamento in puro stile balinese, gallerie d’arte, ristoranti ultra costosi e locali dal design più ricercato. 



A volte sembra di calcare le strade più ricercate di Beverly Hills e Hollywood. Ma tutto questo sembra improvvisamente passare in secondo piano quando a passare per queste strade non sono più modelle e imprenditori stranieri, ma balinesi impegnati in processioni religiose. Non c’è nulla di banale o scontato su questa isola!

Brevi indicazioni:
1. La moneta locale si chiama Rupiah
2. I Warung sono dei chioschetti che si trovano facilmente lungo le strade o sulle spiagge e offrono cibo interamente cucinato dalle persone del posto per pochi soldi.
3. Bali è l’unica isola induista nel più grande paese musulmano del mondo: l’Indonesia
4. Il periodo migliore per visitare Bali è quello che va da aprile a settembre poiché coincide con la stagione secca
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