martedì 15 luglio 2014

Torre Lapillo: tradizione e musica popolare

Sono sempre stata attratta dalle tradizioni. Il folclore mi affascina tantissimo sia quando viaggio all’estero e mi piace osservare le tradizioni locali, sia quando viaggio in Italia, per meglio comprendere i cibi, i dialetti, le usanze delle varie regioni.

La pizzica.
La pizzica era il mio pallino. Volevo a tutti i costi assistere ad un’esibizione di questo ballo/danza/canto popolare durante lo scorso soggiorno a Torre Lapillo. Finalmente si presenta, servita su un piatto d’argento, la possibilità di assistere ad un concerto di musica popolare salentina sulla terrazza della Torre di avvistamento di questo grazioso borgo, ovvero la Torre di San Tommaso.



Qui  ho capito quanto poco capisco di musica folk, poiché pensavo che la musica popolare salentina fosse racchiusa intorno al concetto di pizzica. Sulla torre, invece, siamo stati catapultati in un clima a metà fra il medioevale e i salotti jazz contemporanei;  quella che ci apprestavamo ad ascoltare non era pizzica, bensì musica salentina mista a jazz e atmosfere minimalistiche.


Se sono qui a scriverlo, credetemi, è perché sono fermamente convinta di aver passato una delle più belle serate della mia vita. Lo scenario era suggestivo, la compagnia dolcissima ( vuoi mettere? L’impresa di salire una bambina di 3 mesi su una torre d’avvistamento attraverso una scalinata dai gradoni strettissimi era la prova che siamo davvero dei genitori sprint) e le note dei Forè hanno sigillato una serata davvero incantevole.







Per Ninni poteva essere una dolce ninna-nanna (infatti ha dormito placidamente per tutta la serata), per noi invece era una gradevole sensazione di benessere, il che risulta essere la mission del gruppo, ovvero “far sorridere e star bene le persone che ascoltano questa musica”. Voglio citare un pezzo di un’intervista di Blogfoolk fatta a Massimiliano Morabito, organettista e fondatore del gruppo: … la musica diventa lo strumento che ci aiuta a compiere un viaggio, un percorso interiore dove ci si dimentica dei suoni, magari anche dei rumori delle sensazioni negative, per entrare in un suono che è il nostro suono interiore. Quindi non musica fine a se stessa, ma un lasciapassare che serve per ritrovare un po’ la propria vita, il proprio senso. E’ una cosa molto difficile, ma se riusciamo avremmo compiuto un passo importante per alleviare i mali della quotidianità, per riflettere su noi stessi e per migliorare le nostre esistenze…”

E ci sono riusciti in pieno: è una musica che fa riflette su sé stessi, ma senza angoscia, che fa star bene e che dona un sorriso alla fine di ogni pezzo. I Forè riescono perfettamente nel loro intento. A volte non c’è bisogno di andare tanto lontano per star bene;  basta guardare dentro sé e lasciarsi ispirare dalle radici, dalle tradizioni popolari.

Ascoltateli per crederci.
Ecco alcuni Link:

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